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Mostre tematiche

Fondazione

Esposizioni MAIB dal 2003 al 2014



Anno 2013 Novembre - Giugno 2014
Linee e colori nel secolo lungo della ceramica Bitossi.
Novantadue candeline ! Dal 1921 al 2013.
La mostra allestita nella sala I del MAIB che documenta l'attività della manifattura Bitossi dal 1921 sino al 2010 con una selezione di circa 100 ceramiche, alcuni gessi e documenti provenienti dall'Archivio Industriale dell'Azienda.
Una passerella di forme e colori interpreti dello stile e del gusto italiano esportato per quasi un secolo in tutto il mondo. Una campionatura di forme e texture di tempi lontani e attuali, accomunata dall'uso della stessa materia, la terra e originata dalla costante forza di guardare al futuro senza dimenticare il passato. La storia produttiva della Bitossi viene illustrata attraverso un'esposizione cronologica, una sorta di mappa che associa le ceramiche a distinte fasi della storia della manifattura. Nella prima sezione che va dalla fondazione alla II guerra mondiale (dal 1921 al 1946, vetrina I) sono presenti manufatti e gessi con decoro robbiano, graffito e piccola oggettistica come vasi, scatoline e bomboniere; una produzione volta alla tradizione.
Le ceramiche selezionate per le vetrine successive (dal 1950 al 1965 Vetrine II, III, IV e V) illustrano l'avvio di un nuovo indirizzo produttivo e l'apertura verso nuove ricerche formali e cromatiche. Queste esperienze contribuiscono allo sviluppo di uno stile “moderno”, sotto la guida artistica del maestro Aldo Londi. Tale indirizzo prosegue anche nel decennio successivo (dal 1966-1975 Vetrine VI e VII ), per poi piano piano cedere il passo ad una produzione più commerciale che risponde alle nuove esigenze del mercato.
La sezione che segue (dal 1976 al 1999 Vetrine VIII, IX e X) propone articoli tradizionali di linea classica che spaziano dall'archeologico al robbiano, dai serviti da tavola ai tradizionali decori alla porcellana.
Il decennio successivo (dal 2000 al 2010 Vetrina XI) è caratterizzato dalla ricerca di una nuova identità aziendale passando attraverso la reinterpretazione dell'arredo tavola, dalla “storicizzazione” delle tipologie dello stile moderno per approdare all'atelier di design.
La sala II del MAIB è dedicata ai principali designer che hanno progettato per la Manifattura Bitossi dal 1958 ad oggi.
Aprono la Galleria i “padri” Aldo Londi e Ettore Sottsass, per poi proseguire con l’esperienza del gruppo Memphis, qui rappresentata da un'opera di Matteo Thun. Inizia così una collaborazione che caratterizza parte della produzione Bitossi degli anni Ottanta e Novanta. In mostra opere di A. Cibic, N. Du Pasquier, Marco Zanini e ancora quest'ultimo con Massimo Giacon. Bitossi Ceramiche nel decennio 2000-2010 si caratterizza ancora di più come officina di design, grazie alla riconferma delle collaborazioni “storiche” ed a nuovi protagonisti del design internazionale, fra i quali figurano Arik Levy, Karim Rashid, Fabio Novembre, Mario Ferrarini e i fratelli Bouroullec.


Anno 2012 Novembre - Giugno 2013
Strumenti di ricerca e conservazione di una storia italiana"
In occasione dell'undicesima edizione della settimana della cultura d’impresa la Fondazione Vittoriano Bitossi ha presentato il proprio museo ed archivio industriale (MAIB - AIB), associato a MUSEIMPRESA,  alla conclusione della prima fase della sistemazione, catalogazione ed inventario di ceramiche, disegni, progetti, documenti cartacei e fotografici e della creazione di spazi espositivi (Sala I e II).
Questa impresa ha fatto i suoi primi passi nel 2000 grazie ad un meticoloso lavoro di archeologia industriale. Quando ancora non esisteva un nome, ma solo centinaia e centinaia di manufatti e documenti da recuperare nei polverosi magazzini della fabbrica. Data la complessità, varietà e unicità di questo patrimonio archivistico sono state utilizzate strategie di lavoro diverse fra loro, che hanno portato alla realizzazione di un ARCHIVIO delle ceramiche (dove sono state riordinate, inventariate e catalogate 5480 ceramiche, mentre un altro cospicuo lotto è in attesa di catalogazione); di un ARCHIVIO dei documenti cartacei, fotografie, cataloghi e materiale pubblicitario (riordinati, ma non catalogati), quaderni e schedari d’ordine dei clienti (ordinati, schedati e in parte catalogati), disegni, “spolveri” e progetti (inventariati) e vari materiali di supporto. Ha seguito poi la creazione di spazi espositivi dove di volta in volta vengono allestite mostre tematiche tratte da quasi un secolo di storia, da una esperienza straordinaria nel campo della ceramica e del design. Le tematiche affrontate pongono attenzione ai valori culturali, industriali e stilistici, ai saperi, alle passioni e alle dinamiche economiche che si nascondono dietro al lavoro quotidiano e che magistralmente hanno saputo esprimere la forza e il gusto del Made in Italy.
Le finalità del MAIB sono molteplici: dalla tutela alla valorizzazione di un patrimonio storico e artistico, dalla preservazione delle opere di celebri artisti e designer alla disponibilità di divenire fonte d’ispirazione per ideatori e addetti alla creazione di nuovi prodotti, dalla volontà di tutelare e tramandare espressioni tecniche e materiali all’individuazione e qualificazione di strategie di marketing e di comunicazione.
Un patrimonio fruibile da tutti coloro (specialisti o semplici cultori) che desiderano conoscere e approfondire tematiche legate alla conservazione, catalogazione e utilizzo di un archivio storico d’impresa, ma anche per quelli che desiderano intraprendere suggestivi viaggi alla scoperta di prodotti che hanno accompagnato generazioni nel loro quotidiano, proposti nelle sale del museo.

Anno 2012
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Storie di terra e di progetti.  Luisa Bocchietto"
La Fondazione Vittoriano Bitossi ha aderito al progetto “
Storie di terra e di progetti, un ciclo di incontri sul rapporto tra ceramica e progetto.
Gli incontri, iniziati nell'aprile scorso, coinvolgono nove designer di ambito internazionale : Ugo La Pietra, Luca Scacchetti, Andrea Branzi, Luisa Bocchietto, Nathalie Du Pasquier, George Sowden, Emmanuel Babled, Antonia Campi e Ambrogio Pozzi.
Il progetto è stato curato da Stefano Follesa e Angela Muroni docenti del Corso di Laurea in Disegno Industriale dell'
Università di Firenze, dallo staff del Museo Richiard Ginori di Doccia composto da Oliva Rucellai e Giulia Gigli e dal ceramista-designer Alessio Sarri. In questo programma, il M.A.I.B., ha ospitato l'architetto e designer Luisa Bocchietto.
Inoltre, è stata presentata la nuova esposizione :  “
I Bitossi e il design : abilità e idee”.
La mostra racconta l'incontro tra il design e la ceramica, tra designer e ceramisti. Un rapporto che segue le vicende della storia dei mercati, dell'artigianato, dell'industria e del design dalla seconda metà del XX secolo. L'esposizione presenta una selezione di opere che a partire da quelle realizzate da Ettore Sottsass nel 1958 giunge sino ai giorni nostri, corredata da materiale documentario (come disegni, progetti,  foto, dépliant  ecc.) appartenente all'Archivio Industriale Bitossi. Negli anni Cinquanta le congiunture commerciali internazionali favorirono un vertiginosa crescita economica con la richiesta di grandi produzioni standardizzate. La maggior parte delle imprese italiane, ancora molto prossime all'artigianato, riuscirono a trasformare a loro favore la situazione promuovendo attraverso questo particolare contesto produttivo l'innesto tra cultura, idea di produzione e industria, che è la sostanza del design Made in Italy, conosciuto in tutto il mondo.
Per quanto riguarda la nostra storia, come per alchimia, il tutto prende inizio quando Aldo Londi accoglie Ettore Sottsass alla manifattura Bitossi. L'architetto Sottsass fa il suo ingresso alla Bitossi nel 1955 con l'incarico di ideare nuove ceramiche per la newyorchese Raymor, ma ben presto, avvierà ricerche più personali che lo porteranno alla creazione di opere come le ceramiche per la Galleria del Sestante di Milano, le ceramiche delle Tenebre, le ceramiche Shiva, i Totem, gli Yantra ecc. ecc.
L'andamento del rapporto tra i designer e la Bitossi prosegue sulle tracce della storia stessa del design. Lasciate alle spalle le grandi produzioni standardizzate e rivolte alla “massa” del periodo 1950-1970, la ricerca dei designer  si fa più individuale, fa proprie le tematiche della sperimentazione e delle avanguardie per giungere alla creazione di piccole serie numerate.
Negli anni ’80, la manifattura Flavia dei Bitossi si impegna nella produzione del design realizzato dal gruppo Memphis, una schiera di giovani designer  e architetti di fama mondiale guidati da Ettore Sottsass. La storica ed emblematica collezione Memphis, creata nel corso di un tempo breve dal 1981 al 1985, rappresenta il tentativo più coerente nel design di andare oltre qualsiasi canone architettonico della tradizione o della avanguardia.  
Questa esperienza di collaborazione con designer prosegue dal 1985 con opere realizzate prima sotto il marchio “Hollywood Collections” e “Le Ceramiche di Bitossi”, creato da Flavia,  con il contributo creativo di Sottsass ed alcuni dei nomi storici del gruppo Memphis, con  Remo Buti, Elma Lisowski Choung, Palma & Vanniccola,  Antonella Cimatti ed altri.
Dal 2008 per Bitossi Ceramiche si aggiungono, Piero Fornasettti,  Arik Levy, Fabio Novembre, Karim Rashid, Ginevra Bocini, Luisa Bocchietto, Mario Ferrarini, Ronan e Erwan Bouroullec, Brian Sironi.  Un percorso di ricerca che ha sancito importanti relazioni e ha fatto si che molti dei nomi di questi designer siano divenuti parte dell'identità del marchio Bitossi.

Anno 2011
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Acquisizione dell'Archivio Storico della Manifattura Italica ARS di Lastra a Signa"
La Fondazione Vittoriano Bitossi  presenta nella sala II del  MAIB l'Archivio storico della Manifattura Italica Ars di Lastra a Signa.  L'acquisizione, è avvenuta nel 2010 al fine di salvaguardare e valorizzare il patrimonio storico-artistico di una delle aziende più rappresentative della ceramica fiorentina del Novecento.  La Fondazione Vittoriano Bitossi, infatti, ha fra l'altro lo scopo di documentare le produzioni del distretto ceramico fiorentino. La Manifattura ha cessato la sua operosa attività, avviatasi all'inizio del '900,  nell'anno  2009. Nell'esposizione sono presenti alcune produzioni più significative della manifattura, oltre a progetti foto e ad un profilo del direttore artistico Ferrero Mercantelli.
La Fondazione Vittoriano Bitossi, infatti ha, fra l'altro, lo scopo di documentare le produzioni del distretto ceramico fiorentino.
Nella sala I invece, l'allestimento propone una selezione di ceramiche realizzate sulla base di tecniche esecutive diverse adottate nella Manifattura Cav. G. Bitossi & Figli, nel periodo dal 1955 al 1975. L'esposizione contiene altresì un'anteprima del progetto di ricerca storica avviata da oltre due anni su documenti cartacei presenti in archivio quali: note clienti, ordini,  buyer,  quaderni di lavoro,  foto storiche nonché  le schede catalogo delle ceramiche.

Anno 2010
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Un secolo di ceramica artistica : stile moderno e design dall'Archivio Industriale Bitossi"
Per la XIII edizione della festa, l'allestimento del MAIB si rinnova proponendo, oltre ad una nuova selezione di ceramiche, un'anteprima del progetto di ricerca storica avviata da oltre due anni su documenti cartacei presenti in archivio quali: note clienti, ordini,  buyer,  quaderni di lavoro,  foto storiche nonché  le schede catalogo delle ceramiche.
Il percorso mostra, pur in maniera parziale, il valore e le potenzialità dell’Archivio Industriale Bitossi che raccoglie,  oltre 6.000 ceramiche già catalogate e inventariate che testimoniano quel connubio di tecnica e creatività che fece la fortuna del nostro paese nella seconda metà del XX secolo.  Nel percorso saranno visibili le nuove collezioni presentate in occasione dell'ultimo Salone del Mobile di Milano, ed in particolare il progetto “Lampalumina” realizzato dagli archittetti Ronan e Erwan Bouroullec.  Si tratta di una lampada nata da un profondo interesse suscitato per l’allumina ceramica, una ceramica tecnica di estrema sottigliezza la cui plasmabilità e il naturale colore bianco sono stati fonte principale di ispirazione per i designer.  Il progetto, sviluppato da
Bitossi Ceramiche e Industrie Bitossi, lega la forza delle due aziende, unendo la tecnica dell’allumina ceramica e l'esperienza artigianale della ceramica artistica. La scelta di questo materiale tecnico, per un uso domestico apre la strada a sviluppi futuri.

Anno 2008
Stile moderno e design dall’Archivio Industriale
Il M.A.I.B. testimonia il valore e la potenzialità dell’Archivio Industriale Bitossi che raccoglie,  accanto ad una notevole mole di documenti, fotografie e disegni ed oltre 6000 ceramiche.  Presso le sale del MAIB è stata allestita un’esposizione, completamente rinnovata che presenta un’ampia selezione di esemplari delle principali serie realizzate dalla “Manifattura Cav. G. Bitossi & Figli” tra il 1950 ed il 1976,  sotto la direzione artistica del maestro Aldo Londi. Nella prima sala il percorso è dedicato allo “stile moderno” e ad un gruppo di torri, i Totem, progettati l’architetto Ettore Sottsass, realizzati da Bitossi negli anni 1995-1996.
Nella seconda sala si potrà invece vedere le ultime collezioni realizzate con designer : Karim Rashid, Arik Levy,  Piero Fornasetti e Ginevra Bocini.   Il percorso è integrato da pannelli che illustrano sinteticamente la storia del Gruppo Bitossi (oggi
Gruppo Colorobbia).  
Una storia caratterizzata da tecnica e creatività che fece la fortuna di Montelupo nella seconda metà del Novecento.

Anno 2005
La manifattura Cav. G. Bitossi & Figli. Stile moderno e design dal 1950 al 1980
Nel percorso che sta portando l’Archivio Industriale Bitossi a diventare il M.A.I.B. - Museo Artistico Industriale Bitossi, l'anno in corso ci offre l’opportunità di presentare due strumenti, parziali ma essenziali, di questo lavoro. Il primo, allestito nella “sala II della storica palazzina direzionale, è una ricostruzione delle vicende che le manifatture artistiche Bitossi hanno attraversato nel corso del Novecento: un intero secolo riassunto in una serie di pannelli che forniscono gli elementi essenziali di una lunga storia industriale ed artistica. Il secondo, già avviato nel 2003, riguarda l’esposizione “La manifattura Cav. G. Bitossi & Figli. Stile moderno e design dal 1950 al 1980”, che viene ripresentata con alcune novità, a partire da un grande pannello che riassume visivamente le vicende produttive ed artistiche delle nostre manifatture.  L’esposizione si basa su una scelta di esemplari d’indubbio valore artistico, rappresentativi delle principali linee di produzione realizzate dalla Manifattura tra il 1950 e il 1976, sotto la direzione artistica di Aldo Londi. Vengono presentati inoltre alcuni degli esempi più significativi della collaborazione diretta con alcuni designer, che caratterizzarono la produzione della Manifattura Flavia nel corso degli anni ’80.

Anno 2003
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Tradizione e Design dalla Collezione Storico-Artistica della Manifattura Cav. G. Bitossi & Figli";
Questa prima esposizione documenta la raccolta dell'Archivio, il nucleo iniziale è composto da circa 5000 ceramiche da catalogare, costituitasi fra il 2000 ed il 2002 alla presenza del Maestro Aldo Londi, ha testimonianza della storia della manifattura e del lavoro di ricerca svolto sino ad oggi.
Un percorso espositivo-operativo che in questa prima selezione desidera porre le basi per riflettere sulla necessità di conservare e salvaguardare la memoria storica di un'evoluzione produttiva, che ha contribuito a determinare nel corso del Novecento la rinascita creativa della ceramica.







 

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